Mal di schiena cronico: tre mondi che si scaricano nello stesso punto.
Ti hanno detto è la postura, gli addominali, prova a stare dritto. Lo fai, torna comunque. questo perché la tua lombare non ha un problema suo: è il punto dove vanno a scaricarsi tre mondi diversi, e finché li ignori, lei continua a pagare per tutti.
Conosci il gesto. Ti alzi dalla sedia e la mano va da sola sulla parte bassa della schiena, sullo stesso punto di sempre. Premi, ruoti il bacino, cerchi sollievo. Per un attimo va meglio, poi torna.
Hai fatto fisioterapia, comprato il cuscino, provato a stare dritto. Qualcosa ha aiutato, poi il dolore è tornato esattamente dov’era. Hai cominciato a pensare che ormai la schiena sia fatta così.
Non è fatta così. È che quasi nessuno ti ha spiegato una cosa: la tua lombare quasi mai ha un problema suo. È il punto basso dove convergono e si scaricano tre mondi che stanno altrove. La struttura. I visceri. Il sistema nervoso. Finché guardi solo la schiena, ne curi uno e ne ignori due.
Primo mondo: la struttura che tira da davanti
C’è un muscolo, dentro di te, tra i principali responsabili del mal di schiena, e quasi nessuno lo nomina. Si chiama ileopsoas, ma chiamalo pure il muscolo nascosto. Parte dalle vertebre lombari, attraversa la pancia in profondità, arriva all’interno della coscia.
Questo muscolo si accorcia quando stai seduto. E tu stai seduto molte ore: auto, scrivania, divano. Anno dopo anno il muscolo nascosto si ritira e tira le vertebre lombari in avanti, come un tirante che si è accorciato. Tu lo senti come dolore dietro, ma la trazione viene da davanti, da dentro la pancia, dove non puoi né vedere né toccare.
Ecco perché ti svegli rigido e migliori camminando, ecco perché stare seduto peggiora tutto, ecco perché gli esercizi per la schiena spesso non bastano: lavorano sui muscoli che vedi, non su quello che tira da dentro.
Questo piano è reale, ed è quello che la maggior parte dei terapisti conosce. Ma è solo il primo dei tre mondi. E spesso non è il più importante.
Secondo mondo: i visceri che premono e si difendono
La tua colonna lombare ha qualcosa appoggiato proprio davanti: l’intestino. Il colon, in particolare, le corre vicinissimo. E qui succede una cosa che pochissimi collegano alla schiena.
Quando il colon lavora male, quando è infiammato, dilatato dai gas, congestionato da una stitichezza che dura, da una colite, da un intestino che è sempre in tensione, occupa volume. Si gonfia. E premendo all’indietro va a comprimere proprio le strutture che stanno dietro di lui: il muscolo nascosto, i nervi che escono dalle vertebre, la parete profonda della schiena. Una pancia che soffre spinge la schiena da dentro.
Ma c’è una cosa ancora più sottile, e più importante. Quando un organo interno soffre, il corpo fa una cosa antica per proteggerlo: irrigidisce i muscoli che gli stanno sopra. È un riflesso automatico, si chiama riflesso viscero-somatico. Il corpo mette una corazza muscolare a difesa del viscere infiammato. Quindi la tua lombare può bloccarsi non per un problema della schiena, ma per difendere un intestino che sta soffrendo in silenzio.
Questo spiega perché certe schiene non guariscono mai con la fisioterapia. Stai curando il muscolo dall’esterno, ma finché l’intestino resta in fiamme, il corpo continua a tenere la corazza. Non mollerà la schiena finché non si calma la pancia. E lo stesso vale per altri organi: il rene, gli organi pelvici nella donna, persino lo stomaco in alto. Ogni viscere che soffre proietta tensione sulla zona di colonna che gli corrisponde.
Terzo mondo: il controllo che non molla mai
Questo è il mondo di cui nessuno parla, ed è spesso il più decisivo. Ha a che fare non con cosa hai, ma con come stai al mondo.
Pensa a una persona che tiene tutto insieme. Che non molla mai, che regge la famiglia, il lavoro, le responsabilità, che porta avanti le cose con la forza della volontà anche quando è stanca. Una persona che “stringe i denti e va avanti”. Questo modo di stare al mondo non resta nella mente: si scrive nel corpo, in modo molto fisico.
Chi non molla mai tiene il collo rigido, le spalle alzate verso le orecchie, la parte alta della schiena bloccata come un’armatura. E tiene la mandibola serrata, spesso anche di notte, perché “stringere i denti” non è solo un modo di dire: è un gesto fisico reale. La mascella contratta tira la base del cranio, e da lì la tensione corre lungo tutta la colonna, dal cranio al sacro, attraverso le membrane che avvolgono il midollo.
Quando tutta la parte alta è bloccata dal controllo, qualcosa deve pur muoversi. E quel qualcosa è la lombare. Diventa la cerniera che compensa la rigidità di tutto quello che sta sopra. La schiena bassa si carica e si logora perché è l’unico tratto rimasto libero in un corpo che, dal collo in su, ha smesso di lasciarsi andare. La lombare paga il prezzo del tuo non mollare mai.
◦ ◦ ◦ La schiena fa male dove arriva il conto, non dove nasce il debito. E spesso il debito è una pancia che soffre, o un controllo che non si concede mai di mollare.
Perché un solo rimedio non basta mai
Adesso capisci perché la fisioterapia da sola, o il massaggio da solo, o gli addominali da soli, spesso non risolvono. Stanno lavorando su un mondo solo, di solito quello strutturale, mentre il dolore si nutre di tutti e tre.
Nella maggior parte delle persone con mal di schiena cronico, i tre mondi sono intrecciati. C’è una base strutturale, una pancia che partecipa, e un sistema nervoso che tiene tutto in tensione. Per questo serve qualcuno che li sappia leggere tutti e tre, e capire quale dei tre, oggi, in te, sta tirando di più.
Adesso che lo vedi, hai due strade
Una la fai stasera, sul pavimento di casa, e lavora su tutti e tre i mondi insieme. L’altra la scegli quando senti che la schiena chiede di essere letta davvero, lungo tutte le sue radici. Sono due strade buone, e non si escludono.
Dieci minuti a terra, per i tre mondi insieme.
Sdraiati sulla schiena vicino a un divano. Appoggia i polpacci sul sedile, anche e ginocchia a novanta gradi. Le gambe sono sostenute, non le tieni su tu. In questa posizione il muscolo nascosto finalmente molla e la lombare si appoggia a terra per intero. Primo mondo, la struttura, scaricato.
Adesso porta una mano sulla pancia. Respira lento e profondo nel ventre, sentendo la mano che si alza. Questo respiro massaggia l’intestino dall’interno e lo aiuta a sciogliersi. Secondo mondo, i visceri, accuditi.
Mentre respiri, lascia che la mandibola si apra di un millimetro, che la lingua si stacchi dal palato, che le spalle pesino a terra. Stai dicendo al sistema nervoso che adesso può smettere di controllare. Terzo mondo, mollato. Dieci minuti, ogni sera.
Quando da solo non arrivi a tutti i mondi.
C’è un momento in cui capisci che la posizione a terra dà sollievo, ma tu da solo non puoi raggiungere l’intestino che si difende, né convincere un sistema nervoso che controlla da anni a fidarsi. Quei mondi hanno bisogno di mani che li sappiano leggere.
Lo shiatsu sistemico relazionale ascolta prima te. Da quanto, dopo cosa, in quali periodi peggiora, com’è la tua pancia, come dormi, quanto controllo porti. Solo dopo lavora sul corpo, su tutti e tre i mondi: scioglie la struttura, accompagna i visceri, aiuta il sistema nervoso a lasciare la presa. Non sul punto che duole, sulle radici che lo nutrono. Dopo le prime sedute molti raccontano la stessa cosa: la mano non va più, da sola, su quel punto.
Quello che ti stai chiedendo
Davvero l’intestino può causare mal di schiena?
Sì, in due modi. Per compressione diretta: un colon dilatato o congestionato preme sulle strutture lombari che gli stanno dietro. E per riflesso: quando un organo soffre, il corpo irrigidisce automaticamente i muscoli sopra di esso per proteggerlo. È il motivo per cui certi mal di schiena migliorano quando si regolarizza l’intestino, e non guariscono finché la pancia resta in tensione.
Cosa c’entra la mandibola con la schiena bassa?
Più di quanto sembri. La mandibola serrata, tipica di chi vive in controllo e “stringe i denti”, mantiene in tensione la base del cranio. Da lì, attraverso le membrane che avvolgono midollo e colonna, la tensione corre fino al sacro. Una mascella che non molla è una colonna che perde scorrimento da cima a fondo, e la lombare è il tratto che ne paga il prezzo compensando.
È vero che bisogna stare dritti con la schiena?
No, è un mito dannoso. La schiena è fatta per muoversi, non per stare ferma in una posizione “corretta”. Il problema non è la postura sbagliata, è la postura fissa. Una colonna sana cambia posizione di continuo. Il rimedio non è stare dritti, è muoversi di più e mollare il controllo che tiene tutto bloccato.
Quanti trattamenti servono?
Sul mal di schiena cronico di norma serve un ciclo di dieci sedute per riequilibrare i mondi che generano il dolore. Spesso un sollievo concreto si sente già dalla prima o seconda. Dopo il ciclo molti scelgono una seduta mensile di mantenimento. I dettagli sono nella pagina dedicata.