Un dolore che scende
e cambia il modo di camminare.
Se la lombare brucia e il dolore scivola lungo la gamba, se hai cominciato a evitare certi movimenti, certe posizioni, se anche il sonno ne risente, il problema non è solo il nervo. È un sistema intero che chiede ascolto.
sciatalgia-palermo-hero.jpg
Alcuni segnali che la catena posteriore è in tensione.
- 01Un dolore che parte dalla zona lombare o dal gluteo e scende lungo la gamba.
- 02Sensazioni di formicolio, intorpidimento, o vere e proprie scosse fino al piede.
- 03Stare seduto a lungo diventa un’impresa. Stare in piedi anche.
- 04Hai imparato a evitare certi movimenti, certe posizioni del letto.
- 05Cambia il tuo modo di camminare: zoppichi un po’, sposti il peso da un lato.
- 06Antinfiammatori e antidolorifici alleviano per qualche ora, poi tutto torna.
La sciatalgia non è solo un nervo infiammato. È una catena posteriore che ha perso fluidità.
La sciatalgia è il sintomo finale di una catena di tensioni che ha origine ben oltre il punto in cui il dolore si manifesta. Non è solo un problema del nervo sciatico: è quasi sempre la conseguenza di un equilibrio profondo che si è alterato.
Il bacino che si è ruotato per compensare un movimento ripetuto. Le anche che hanno perso mobilità da anni di sedentarietà. Il piriforme contratto che comprime il nervo dal di sopra. La fascia che ha smesso di scorrere lungo tutta la gamba. La catena posteriore, dal sacro alla pianta del piede, ha smesso di lavorare in armonia.
C’è anche, qui come per la lombare, una dimensione viscerale importante. Il colon ingombro e infiammato comprime e tira sulla zona lombare. La pancia gonfia per stress o alimentazione poco adatta sposta l’equilibrio del bacino. L’intestino che non si svuota bene tiene in tensione tutto il pavimento pelvico, e da lì la pressione si scarica sul nervo. Anche le emozioni partecipano: spesso la sciatalgia compare nei momenti in cui non riusciamo a lasciar andare qualcosa o qualcuno, e il corpo ne porta il peso letteralmente in basso.
Per questo le sole infiltrazioni o i soli antinfiammatori funzionano per un po’, poi smettono: non toccano la rete di tensioni che alimenta il sintomo. Quello che serve è un lavoro su tutta la catena, viscere compresi.
Non si lavora sul nervo. Si scioglie la catena che lo comprime.
Lo shiatsu sistemico relazionale per la sciatalgia non lavora direttamente sul punto del dolore. Lavora sulla catena posteriore: dal piede al sacro, sulle anche, sul piriforme, sulla zona lombare, e anche sull’addome e sul colon dove spesso comincia il sovraccarico.
Concretamente significa un lavoro su più piani: strutturale sulle catene muscolari e sulla fascia, viscerale sulla parete addominale e sul colon, energetico sui meridiani che attraversano la zona. È un lavoro di ascolto e di ricomposizione, mai di forzatura.
Lo sguardo dello shiatsu è vitalistico ed energetico: non cerca diagnosi, riconosce qualità del flusso, della pressione, del respiro. È un linguaggio che si adatta sempre al ricevente. Per questo si può lavorare in qualunque fase: in acuto con tocchi più sottili, in cronico con maggior profondità sulle catene che sostengono il dolore.
Per chi vive sciatalgia cronica, già dalle prime sedute spesso il dolore comincia a cambiare: non scompare subito, ma si trasforma, si attenua, lascia spazio. Camminare diventa un po’ più libero, sedersi meno doloroso. Da lì comincia un percorso di vera riorganizzazione del corpo.
Il dolore che scende lungo la gamba è il corpo che ti ricorda dove non sei voluto andare.
Il percorso, passo dopo passo.
-
Primo incontro
Ci conosciamo. Mi racconti a voce come vivi il dolore, da quanto, in quali movimenti si fa più presente, cosa hai già provato. Lo shiatsu osserva il corpo da uno sguardo vitalistico ed energetico: parte da come stai adesso, da come cammini, da come digerisci. Durata 50 minuti.
-
Le prime sedute
Lavoro più mirato sulla catena posteriore, sulle anche, sul piriforme, sull’addome e sul colon. Cominci a notare che il dolore cambia, che certi movimenti tornano possibili. Ragioniamo insieme sui fattori che alimentano il sintomo: postura, alimentazione, abitudini.
-
Il ciclo di dieci sedute
Di norma servono almeno dieci incontri perché il corpo riavvii il giusto dialogo con se stesso. È in questo arco che la catena ritrova fluidità, che il colon si alleggerisce, che il nervo non viene più compresso. Dopo, si decide insieme un protocollo di gestione: una seduta mensile, o la programmazione di un altro ciclo in un’altra stagione. Buona prassi è programmare il proprio star bene, non rispondere al dolore solo quando arriva. Lo shiatsu in questo è fantastico: permette di sentirsi meglio e più vivi sempre, al di là dei dolori che si hanno.
Quello che ti stai chiedendo.
Quanto costa un trattamento?
Ogni incontro dura 50 minuti e il costo è compreso tra 80 e 100 euro, variabile in base al tipo di trattamento e alla durata del percorso. Per il ciclo di dieci sedute c’è una tariffa agevolata. Tutti i dettagli ti vengono comunicati al momento della prenotazione.
Quanti trattamenti servono?
Di norma serve almeno un ciclo di dieci sedute per riavviare il giusto dialogo con se stessi. Per la sciatalgia cronica questo arco di tempo è quello che il corpo chiede per riorganizzare la catena. Già dalle prime sedute il dolore spesso si trasforma e si attenua.
Dopo il ciclo si concorda insieme un protocollo di gestione: una seduta mensile, o la programmazione di un altro ciclo in un’altra stagione. Buona prassi è programmare il proprio star bene, non rispondere al dolore solo quando arriva. Lo shiatsu in questo è fantastico: permette di sentirsi meglio e più vivi sempre, al di là dei dolori che si hanno.
In che fase posso iniziare?
In qualunque fase. Lo shiatsu è un linguaggio, e come tale adatta le pressioni e il tipo di lavoro alla condizione del ricevente. In fase acuta, con tocchi più sottili e calmanti. In fase subacuta, con maggior profondità sulle catene. In fase cronica, con un lavoro strutturale completo. In convalescenza, con accompagnamento delicato al ritorno al movimento. Il corpo ne ha sempre beneficio, in qualunque stato si trovi.
Si può fare anche se cammino zoppicando?
Sì, anzi è uno dei contesti in cui lo shiatsu lavora particolarmente bene, perché agisce proprio sulla catena posteriore che ha perso fluidità. Il trattamento si adatta alla tua condizione: si fa nella posizione che il tuo corpo tollera, in modo che tu non debba sforzare per ricevere.
Cosa porto al primo incontro?
La tua storia, raccontata a voce. Mi interessa sapere da quanto soffri, in quali movimenti il dolore si fa più presente, come stanno digestione e intestino, come dormi, come cammini. Lo shiatsu osserva il corpo da uno sguardo vitalistico ed energetico, parte da come stai qui, ora. Vesti comodi che non costringano.