Una notte
che non porta più riposo.
Se ti svegli alle tre e la mente parte, se hai paura di andare a letto perchè sai cosa ti aspetta, se al mattino sei più stanco della sera, il problema non è solo nel pensiero. È nel corpo che ha perso il suo ritmo notturno.
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Alcuni segnali che il sonno ha perso il suo ritmo.
- 01Fai fatica ad addormentarti, e ogni notte la stessa lotta.
- 02Ti svegli sempre alla stessa ora, di solito tra le tre e le cinque, e non riesci a riaddormentarti.
- 03Quando dormi, è un sonno leggero, frammentato, pieno di sogni agitati.
- 04Al mattino ti svegli stanco come se non avessi dormito.
- 05Hai paura del momento di andare a letto, perché sai già come andrà.
- 06Hai provato tisane, melatonina, cambiamenti di abitudini, ma il problema resta.
Il sonno non è un interruttore. È un ritorno a casa che il corpo deve sapere fare.
Dormire bene non è una funzione meccanica: è un atto di abbandono. Per addormentarsi davvero il sistema deve fidarsi, deve poter lasciar andare, deve sapere che è al sicuro. Quando questa fiducia si è incrinata, il sonno diventa difficile.
Nello sguardo energetico, l’insonnia ha sempre una geografia precisa nel corpo. L’addormentarsi difficile parla spesso di un cuore agitato, di pensieri che continuano a girare. Il risveglio fra le tre e le cinque del mattino, classico, è il segno di un fegato che lavora troppo, sovraccaricato da emozioni trattenute, da rabbia non espressa, da decisioni rinviate. Il sonno frammentato è un sistema vivente che non riesce a stabilizzarsi.
Il viscerale partecipa anche qui. L’intestino che non si svuota bene durante il giorno, lo stomaco che la sera è ancora gonfio per il pasto pesante, il fegato sotto pressione: tutto questo agita il corpo nella notte. La pancia ansiosa è una pancia che dorme male, e una pancia che dorme male agita la mente che non riesce a fermarsi.
Aggiungi le abitudini moderne: schermi luminosi fino a tarda sera, cene tardive, caffè troppi e stress che non si scarica. Il ritmo naturale del corpo, quello che ci faceva addormentare al tramonto e svegliare all’alba, si è completamente sfasato. Il sistema non sa più quando è giorno e quando è notte.
Non si concilia il sonno. Si riaccende la capacità del corpo di lasciarsi andare.
Lo shiatsu sistemico relazionale non lavora sul pensiero che non si ferma. Lavora sul corpo che custodisce l’agitazione: sul diaframma che non lascia respirare, sul fegato sotto pressione, sulla pancia che non digerisce, sul cuore che batte troppo. Attraverso le pressioni profonde e l’ascolto, il sistema apprende di nuovo il ritmo naturale dell’attivazione e del riposo.
Concretamente significa lavorare sulla zona del fegato, sull’addome, sul collo, sulle zone in cui l’energia si è bloccata. Significa anche dare al corpo un’esperienza di abbandono: in seduta, molte persone si addormentano. Quel sonno breve è già un insegnamento profondo.
Lo sguardo dello shiatsu è vitalistico ed energetico: non cerca diagnosi, riconosce qualità del flusso, della pressione, del respiro. È un linguaggio che si adatta sempre al ricevente. Per questo si può lavorare in qualunque fase: nei momenti di insonnia acuta con tocchi di profonda accoglienza, nei periodi di stabilità relativa con un lavoro più strutturale.
Per chi vive insonnia cronica, già dalle prime sedute spesso accade qualcosa: la notte successiva al trattamento si dorme diversamente. Non sempre più a lungo, ma più profondamente, e questo basta a far ripartire qualcosa.
Il sonno non si conquista. Si riceve quando il corpo capisce che può.
Il percorso, passo dopo passo.
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Primo incontro
Ci conosciamo. Mi racconti a voce come dormi, da quanto tempo l’insonnia ti accompagna, in che fase della notte si presenta. Lo shiatsu osserva il corpo da uno sguardo vitalistico ed energetico: parte da come stai qui, da come respiri, da dove l’agitazione vive. Durata 50 minuti.
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Le prime sedute
Lavoro più mirato sulla zona del fegato, sull’addome, sul collo. Cominci a notare che la notte successiva al trattamento è diversa, che il sonno si fa un po’ più profondo. Ragioniamo insieme su piccoli rituali serali che possono aiutare il corpo a riconoscere che è ora di rallentare.
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Il ciclo di dieci sedute
Di norma servono almeno dieci incontri perché il corpo riavvii il giusto dialogo con se stesso. È in questo arco che il ritmo notturno si ristabilisce, che il corpo ricomincia a fidarsi del sonno. Dopo, si decide insieme un protocollo di gestione: una seduta mensile, o la programmazione di un altro ciclo in un’altra stagione. Buona prassi è programmare il proprio star bene, non rispondere all’insonnia solo quando arriva. Lo shiatsu in questo è fantastico: permette di sentirsi meglio e più vivi sempre, al di là dei dolori che si hanno.
Quello che ti stai chiedendo.
Quanto costa un trattamento?
Ogni incontro dura 50 minuti e il costo è compreso tra 80 e 100 euro, variabile in base al tipo di trattamento e alla durata del percorso. Per il ciclo di dieci sedute c’è una tariffa agevolata. Tutti i dettagli ti vengono comunicati al momento della prenotazione.
Quanti trattamenti servono?
Di norma serve almeno un ciclo di dieci sedute per riavviare il giusto dialogo con se stessi. Per l’insonnia questo arco di tempo è importante: il corpo deve riapprendere il proprio ritmo notturno. Spesso però già dalle prime sedute la notte successiva al trattamento si dorme diversamente.
Dopo il ciclo si concorda insieme un protocollo di gestione: una seduta mensile, o la programmazione di un altro ciclo in un’altra stagione. Buona prassi è programmare il proprio star bene, non rispondere al dolore solo quando arriva. Lo shiatsu in questo è fantastico: permette di sentirsi meglio e più vivi sempre, al di là dei dolori che si hanno.
In che fase posso iniziare?
In qualunque fase. Lo shiatsu è un linguaggio, e come tale adatta le pressioni e il tipo di lavoro alla condizione del ricevente. Nei periodi di insonnia acuta il tocco diventa di profonda accoglienza, calmante. Nei periodi di stabilità relativa si lavora più sulla strutturazione del ritmo. In gravidanza, dove l’insonnia è frequente, l’approccio si adatta con cautela particolare. Il corpo ne ha sempre beneficio, in qualunque stato si trovi.
Devo smettere i sonniferi prima di iniziare?
No, assolutamente. Lo shiatsu si integra con qualunque cosa stai facendo. Molte persone, dopo qualche settimana di lavoro, si accorgono che riescono a dormire anche senza, e da lì gradualmente possono ridurre. Ma è un percorso che ognuno fa con i propri tempi: lo shiatsu lavora al fianco, non in opposizione.
Cosa porto al primo incontro?
La tua storia, raccontata a voce. Mi interessa sapere come dormi, da quanto, in che fase della notte si presenta il problema, come stai durante il giorno, come digerisci, cosa hai già provato. Lo shiatsu osserva il corpo da uno sguardo vitalistico ed energetico, parte da come stai qui, ora. Vesti comodi che non costringano.